Cinzia amata da Pupi Avati e Balotelli. Il regista: "Suo, il mio miglior ritratto".

16/10/2014
Da: Giornale di Brescia, Tonino Zana
Pupi Avati, regista dell'anima di tutti i paesi, dotato di un caratterino inversamente proporzionale alla dolcezza delle sue narrazioni, telefona a Cinzia Bevilacqua, pittrice di Villa Carcina, i cui ritratti viaggiano nel mondo, immortalando papi, principi, intellettuali. E registi come Pupi Avati, il quale, una mattina di qualche settimana fa chiama Cinzia e le dice, parola più, parola meno: "Volevo conoscerla; ringraziarla per il ritratto a me dedicato che ho trovato su un catalogo. Notevole, mi sento pienamente dentro, oltre le linee fisiche. Mi sento rappresentato intimamente".
Lei pensa a uno scherzo, la voce di toni rochi e inclementi la rassicura: è lui, Pupi Avati. Trova l'emozione attiva per invitarlo a una lezione in valle, magari a Sarezzo o al Museo Diocesano di Brescia, essendo amica e stimata dal direttore, il prof. Giuseppe Fusari."Pupi Avati mi ha concesso una di quelle disponibilità generali - ricorda Cinzia Bevilacqua - che vanno determinate con giorno e data. Ma se ci siamo parlati a voce e con l'espressione dell'anima, volete che sia impossibile portarlo a Brescia e in Valle?".
Seconda telefonata, sempre Pupi Avati, più gentile e confidenziale. "Allora viene da noi?", gli fa la Cinzia. Lui dilata e rassicura, non gigioneggia e non crediamo gli verrà in mente di tagliare la corda.
Supererà l'attenuante dei mille impegni e quindi salirà e scenderà da Sarezzo a Brescia. Sicuri. Ama troppo lo sguardo dell'anima che è lo sguardo di una piazza, di una spiaggia, di una vallata. Il ritratto sta lì, lo aspetta. Prima telefonata dopo Pupi Avati. Voce di donna: "Mi chiamo Silvia, sono la mamma di Mario Balotelli. Volevo dirle che il ritratto che ha composto per mio figlio è perfetto. Quegli occhi sono tali e quali".
Cinzia Bevilacqua è incantata dalla simpatia della madre rivolta a quel ritratto che anche a lei piace molto. "Quando lo esposi a Villa Glisenti - ricorda - fu tra i ritratti più ammirati. Ci si affeziona ai ritratti che si creano e a me piace molto questo mio Balotelli ricreato con le mie convinzioni e cioè che lui sia un timido e un ragazzo buono, spaesato piuttosto.Se vincerà la sua bontà e si faranno largo sempre di più i suoi occhi nessuno lo fermerà nell'aria del calcio e nell'area più complicata della vita".
I ritratti di Villa Glisenti ce li ricordiamo e non dimentichiamo lo stupore di migliaia di visitatori con lo sguardo appeso all'attrice e allo scienziato, al santo e al laico, all'intellettuale e all'amico di contrada. Noi abbiamo conosciuto ritratti ragguardevoli, composti con misura e umiltà, ricavando la precisione sentimentale e il livello della personalità, grazie anche ad un ascolto lungo di chi chiedeva la figura d cui conservare la memoria.
Cinzia Bevilacqua, ne sono convinti molti estimatori e anche chi la conosciuta distrattamente, si va affermando ovunque per la qualità della tecnica e la fedeltà alla scuola di una classicità aggiornata di stagione in stagione.Ripetiamo: è quella linea vittoriosa dello stare al suo posto, del non montarsi la testa e quindi nel potersi concentrare fino in fondo sullo sguardo degli altri e concederle le maggiori fortune per una visione profonda di chi ha il compito di rappresentare.
Altrimenti, Pupi Avati, la madre di Mario Balotelli e Vittorio Sgarbi non si sarebbero accorti di lei. Meglio, non si sarebbero accorti di essere stati scoperti dentro da chi stava fisicamente lontana e leggeva dalla postazione di una cultura seria dell'arte e dalla postazione di una morale e di una psicologia equilibrate.

Tonino Zana