Di sospesa, silenziosa allegria

Da: Stile Arte
 
di Giuseppe Fusari

Trascorre un tempo modificato tra i silenzi delle opere di Cinzia Bevilacqua, un tempo che si dilata lasciando il necessario spazio al trascorrere degli istanti che si depositano sugli oggetti, intrisi di voluta casualità,come la polvere impalpabile sulle cose vere, come un pulviscolo colorato sugli indizi del reale che l'artista dissemina -quasi un labirinto- di tela in tela, di disegno in disegno, di colore in colore.Eppure questo silenzioso trascorrere del tempo non ha nulla di malinconico; anzi, si sostanzia del vibrare dei colori di una tavalozza sempre ricchissima, accesa, contrastata, alla ricerca di accordi inusuali -specie per quei blu e quegli azzurri di cui sono fatte le ombre- alla ricerca di una pittura meditata e veloce insieme. Così la traccia stenografica della linea che percorre inquieta le forme delle cose, gli oggetti, ma anche i visi, e le mani, e gli abiti della galleria dei suoi ritratti, si riempie sommaria di colori stesi con velocità, qualche volta con foga, dati spesso -sempre più spesso- badando al risultato visivo finale, alla mescolanza che naturalmente l'occhio ricompone, più che all'amalgama e alla finitura formale (accademica), in un gioco di accelerazioni e rallentamenti che permettono ai soggetti di assumere la loro importanza sulla base della progressiva rifinitura dei particolari.Parti sbozzate, come in una statua, lasciate nella grezza nudità dell'abbozzo, un bisogno prepotente di non finito, si alternano così -per noi a prima vista, casualmente- a parti rifinite con la pazienza morbidissima dell'accumulo per velatura, della levigatezza, della preziosità materica;come una specie di messa a fuoco tutta intellettuale alla quale si permette di mettere in risalto solo ciò che per la pittrice è rilevante nel suo discorso poetico, nel suo andare alla ricerca di sensi riposti che a lei (e a lei sola, perquella misteriosa amalgama di sensibilità e bravura tecnica) tocca di scoprire, di rivelare in mezzo al cangiante degli istanti troppo veloci per essere presi, gustati, ricordati. Sulle nature morte, così come sui ritratti più ispirati di Cinzia Bevilacqua, trascorre questo tempo fatto di polvere di luce, sempre così cristallina, piena, chiarissima,capace in ogni momento di indagare nelle pieghe del reale e far uscire -come fosse un mistero troppo lungo e celato, compresso nella retina mentale della nostra diuturna frequentazione- il significato non banale degli oggetti quotidiani ,delle piccole cose d'uso comune, delle faccie non perfette, dei visi senza nome, della bellezza che non si scandalizza di servirsi del "minimo" per comunicare la sua presenza...di silenziosa allegria.Di sospesa, silenziosa allegria. Come il sentimento giocondo che piglia i bambini alla scoperta della cose, che li conquista con lo stupore, che fa loro intuire (finchè è ancora possibile)il barbaglio dell'eternità.