I suoi soggetti spaziano dalle nature morte ai personaggi storici

Da: Mantova chiama Garda, allegato mensile alla Voce di Mantova
 
Una pittrice bresciana tra Le scelte di Sgarbi: Cinzia Bevilacqua

Intervista a cura di: Barbara Ghisi



Si definisce una donna che con le sue capacità e il suo amore per la vita cerca di esprimere in pittura i suoi sentimenti. Ha partecipato a mostre collettive con grandi nomi della pittura del novecento italiano come Piero Dorazio, Gianfranco Ferroni, Pietro Annigoni, Aldo Mondino, Sandro Luporini, Lorenzo Piemonti, Giorgio Tonelli. Ha coinvolto nelle sue mostre personaggi del calibro di Paolo Levi, Vittorio Sgarbi, Philippe Daverio, Marilena Pasquali ed Eugenio Riccomini, solo per citarne alcuni. E’ stata selezionata per il volume della COMEDIT Le Protagoniste e per il libro d’arte edito dalla Mondadori dal titolo Le Scelte di Sgarbi. Si dichiara onorata di aver esposto un dipinto nel Salone dei Cinquecento in Palazzo Vecchio a Firenze. L’artista bresciana Cinzia Bevilacqua sembra avere tutto le carte in regola per continuare a stupire. Nata nel 1963 si è formata artisticamente al “Liceo Vincenzo Foppa di Brescia. Ha poi continuato i suoi studi diplomandosi all’Accademia di Belle Arti di Firenze. Predilige la pittura ad olio su tela, anche se i suoi studi approfonditi sulle tecniche l’hanno resa maestra sia della pittura a tempera che di quella su vetro. I suoi soggetti spaziano dalle nature morte ai ritratti, dai temi religiosi ai personaggi storici. Di sua mano sono numerosi ritratti del mondo della cultura e dello spettacolo. Una vena introspettiva ed una spiccata sensibilità affiorano in ogni volto catturato sulla sua tela. La sua vena narrativa spicca in tutte le opere. In un dipinto di ciliegie sparse sul pavimento si intravede l’ombra di un gatto che spicca un balzo. Forse fugge dopo aver ribaltato la ciotola delle ciliegie. Forse vi salta in mezzo per giocarci. La trama del racconto è a discrezione dell’osservatore. In altre opere si vedono scatole di medicinali, pillole, aspirine, termometri e ricette mediche su un tavolo. La perfezione degli oggetti, la precisione delle scritte e lo studio di luci e ombre rendono serena e fresca questa scena di base malinconica e triste. Indubbiamente l’originalità di quest’artista è senza eguali. Cinzia Bevilacqua si è raccontata per noi. Con la cortesia e la dolcezza che la contraddistinguono ha risposto ad alcune nostre domande. A che età ha iniziato a dipingere e come è proseguita la sua carriera artistica? << Ho sempre dipinto. La carriera artistica è maturata gradualmente con costante impegno professionale, inteso soprattutto nella pratica dell’utilizzo di tele e colori >>. Chi ha ostacolato e chi ha sostenuto la sua professione artistica? << Non ci sono state figure che mi hanno ostacolata in maniera significativa. Sono invece molto riconoscente a tante persone che mi hanno sostenuto nella mia formazione artistica. Ringrazio il mio maestro di pittura Goffredo Trovarelli. A lui devo la mia impronta stilistica. Ancora oggi nonostante il maestro abbia superato i 90 anni, grazie al suo immenso amore per la pittura riesce sempre ad infondermi nuova energia. Ringrazio Pietro Annigoni che agli albori della mia carriera ha sopportato le incursioni che facevo nel suo studio di Borgo degli Albizzi. Tra i critici devo molto all’attuale direttore del Museo Diocesano di Brescia, Giuseppe Fusari. Ho collaborato con lui a svariati progetti. Inoltre tra i miei sostenitore devo citare il Presidente dell’ADAC, Adriano Primo Baldi, il dottor Roberto Armenia, i critici Giovanna Galli, Mauro Corradini e Vittorio Sgarbi che mi ha più volte dimostrato la sua vicinanza in quella che è l’idea di pittura >>. Con quali gallerie d’arte italiane o straniere ha collaborato? << Ho lavorato con la Galleria Immagina di Brescia, con la Galleria Il collezionista di Roma, con la Coral Gables di Miami, con le Gallerie Arte in Cornice e Artincontri di Torino. Preferisco però gestire personalmente i contatti con i collezionisti >>. E’ stato difficile conciliare la professione artistica con la famiglia? << E’ stato un impegno gravoso. Mantenere un equilibrio non è facile, specialmente se sei una donna. Si deve sicuramente sacrificare qualche cosa. Ad oggi però, la soddisfazione per i miei successi professionali e l’amore per le mie tre figlie e mio marito mi confermano che ne è valsa la pena >>. Quali artisti contemporanei ritiene sopravvalutati? << Di bravi e non bravi ce ne sono molti, ma non ritengo sia mio compito dare un giudizio sugli artisti. Il mio sentimento critico è rivolto singolarmente alle opere. Ogni forma d’espressione artistica creativa ed originale va osservata e capita >>. Ci parla dei suoi progetti per il futuro? << Attualmente sto lavorando alla creazione delle opere per la mia prossima personale di pittura e ad una pubblicazione in collaborazione con il professore Paolo Levi >>.