Il ritratto dona l'immortalità

Da: Tempo - cultura
 
di Roberto Armenia

Ad Annigoni s'ispira Cinzia Bevilacqua, giovane pittrice (ha 40 anni) bresciana, che si sta affermando proprio con i suoi ritratti e per le sue splendide, accattivanti e poetiche nature morte. La Bevilacqua dopo avere frequentato il Liceo Artistico Vincenzo Foppa di Brescia, si è trasferita a Firenze, dove ha frequentato il corso di Pittura dell’Accademia di Belle Arti, tenuto da Goffredo Trovatelli (uno dei magici maestri d'arte del secolo scorso, ancora vivo e, a 90 anni ancora grande, affascinante artista e maieuta), ha incontrato e frequentato Annigoni, che ha preso in simpatia la giovane pittrice, arricchendola di consigli e con preziosi suggerimenti. La Bevilacqua è pittrice eclettica e versatile, che privilegia il ritratto, la natura morta e il paesaggio en plain air, con il cavalletto, come gli impressionisti, dove il paesaggio, secondo l' ispirazione Rinascimentale, assume piena autonomia tematica. La sua natura morta, come avveniva ai tempi di Federico II di Sicilia (la sua corte amava e favoriva anche il ritratto), è una ricostruzione poetica, una sublimazione della natura, osservata da occhi attenti a scoprire e sublimare l'armonia, che è insita nella natura, negli oggetti osservati e rappresentati. Anziché ispirarsi ad Annibale Carracci e alla sua natura allegorica, o alle fantasie dell'Arcimboldi, o al grande Caravaggio (che, forse, per primo, ha rivendicato e urlato la qualità e la dignità artistica della natura morta: “tanta manifattura gli era fare un quadro buono di fiori come di figure” ha scritto), s'ispira alla poesia e alla libertà creativa di uno dei maestri del nostro tempo, Giorgio Morandi. Le sue nature morte, come i paesaggi rappresentano il trionfo dell'intimismo, della poesia nell'arte, dove la realtà esterna, gli oggetti, sono ricreati attraverso la sensibilità e la cultura, attraverso la reinvenzione fantastica della giovane artista lombarda che – come sottolinea Luciano Spiazzi - ”ha iniziato a esprimersi con matita e colori appena adolescente e il resto non è stato che un approfondimento serio e regolare della sua esigenza di realizzarsi attraverso le arti figurative”. […] va sottolineato il lungo, felice rapporto, che si rinnova, di anno in anno, con l'arte legata alla fede, al messaggio cristiano. Come le pitture delle Catacombe avevano il compito di educare al bello i primi cristiani e, nel contempo, educarli, trasmettere loro, che, nella stragrande maggioranza, non leggere, i valori e i dogmi sapevano della religione cattolica, così Cinzia Bevilacqua concorre a decorare i luoghi di culto e, nel contempo, concorre a diffondere il messaggio cristiano e i grandi protagonisti della fede in Cristo. […] Una delle caratteristiche di questa giovane e interessante artista è il suo interesse, la sua estrema cura e dedizione per la ricerca, nello studio delle tecniche pittoriche, delle espressioni artistiche e comunicazionali. Studia e si perfeziona con Maestri come Trovarelli e Annigoni, poi, per creare le vetrate per la Chiesa di Gombio, studia la tecnica Email Tubè, per gli omaggi a Cimabue, Rembrandt e Pontormo, studia e mette in pratica le loro tecniche, per le icone segnalate al IV Premio Moretto di Brescia, studia e mette in pratica i metodi dei maestri delle icone. […] Per Cinzia Bevilacqua, infatti, si può richiamare uno dei versi più suggestivi del grande poeta Padre Davide Maria Turoldo (che, per lunghi anni, ha operato nella zona della nostra pittrice e che lei ha conosciuto, frequentato e amato) “luce che denuda i corpi ) / luce che mette in fuga le ombre / luce che ti passa da parte a parte''. I ritratti di Cinzia Bevilacqua, infatti, sono dominati dalla luce, dalle trasparenze, che esaltano la dolcezza dei sentimenti, la nobiltà e la dignità dei visi e dei corpi rappresentati, dalla naturalezza e dalla poesia che circonda e sublima, quasi idealizza, i soggetti che vengono rappresentati.