La mela di Sgarbi nel cuore della Bevilacqua

16/10/2014
Da: Il Giornale di Brescia, Tonino Zana
Sabato 18 ottobre alle ore 18 a Sarezzo presso Daniel Laboratorio Floreale personale di Cinzia Bevilacqua sul tema della mela. L'artista bresciana, specializzata in ritratti e nature morte, sceglie il frutto controverso della letteratura religiosa e laica e lo pone al centro dell'attenzione di tutti coloro che vorranno visitare la manifestazione culturale.
Per la verità, la mela della Bevilacqua, diventa, ad un punto, la mela di Vittorio Sgarbi, il quale è autore di un'analisi critica dell'opera dell'artista bresciana tipicamente sgarbiana, cioè suggestiva e vigorosa. Scrive Vittorio Sgarbi della mela di Cinzia:" La Bevilacqua rimane alle mele convinta che non siano una semplice applicazione di qualcosa di più grande e più universale, ma al contrario che riescano a sintetizzare nel modo migliore la possibile compiutezza l'ésprit".
Riassumendo: Cinzia Bevilacqua arriva all'esposizione di Sarezzo in compagnia ideale di Pupi Avati, di Silvia mater di Balotelli, di Sgarbi e di una Comunità montanache le ha conferito l'incarico di illustrare nel corpo e nello spirito - ecco di nuovo l'ésprit evocativo di Sgarbi che si sposta nella mela al volto - i ritratti di Serafino Zani patriarca di Lumezzane, Giuseppe Beretta di Gardone Valtrompia e Francesco Glisenti di Villa Carcina. Ritratti, persone che portano, con la loro immagine, la moltitudine di atti e di pensieri che ora si trasferiscono direttamente nel cuore di chi vorrà leggerli, ripassarli, ricordarli.
Così che l'arte della pittura, del ritratto diventa l'arte del ritorno a casa e del viaggio verso il domani; cementando in un solo movimento il passato, il presente e il futuro che spesso vengono divisi e contrapposti per convenienze che durano lo spazio di un mattino. In questo senso, l'arte della Bevilacqua unisce e riconcilia la comunità nel segno di una comnità umile e severa.