Le raffinate levità di Cinzia Bevilacqua

Da: Stile Arte
 
di Giovanna Galli

Una fede incrollabile nel valore della pittura dal vero ha spinto Cinzia Bevilacqua a una ricerca estetica su due principali binari espressivi; il ritratto e la natura morta. A partire da una solida Preparazione, iniziata al liceo artistico e proseguita all'Accademia di Belle arti di Firenze, la pittrice ha maturato un’esperienza ventennale marcata da numerosi e significativi riconoscimenti. Dal maestro Goffredo Trovatelli racconta di avere ereditato Ia dedizione all’utilizzo delle tecniche degli antichi - come preparare le tele e i colori, anche -, ma, soprattutto, Ia volontà di accettare la sfida della fotografia che, necessariamente, l'arte fgurativa si trova a dover affrontare. Il punto di partenza diviene la consapevolezza che con la pittura sia possibile descrivere una realtà “altra” poiché essa non si limita alla riproduzione statica delle forme e dei colori. ma la arricchisce dei significati che appartengono all’interiorità dell’autore. Un meticoloso naturalismo, dunque, unito a una sensibilità rara, dà al lavoro di Bevilacqua il senso di una ricerca mai stanca, fondata su uno stile ordinato, chiaro, di facile lettura, ma sempre raffinato e ben lontano dal rischio di scadere nella semplificazione e nella banalità, quello stile che solo può perfezionare il “mestiere”. Troppo chiusa e introversa per affrontare le uscite necessarie per la pittura di paesaggio, Cinzia Bevilacqua si è, come dicevamo, concentrata sul ritratto e sulla natura morta, preferendo la riservatezza e la tranquillità del lavoro in studio. La sicura padronanza della tecnica le consente di insistere sui soggetti prediletti, utilizzando raffinati e morbidi impasti cromatici che, sebbene risultanti da un’evidente minuziosa meditazione, conservano nell’esito finale la leggerezza ariosa dello slancio creativo. La sua produzione comprende lavori decorativi con la tecnica del trompe d’oeil e la realizzazione di pregevoli vetrate artistiche.